Statistiche Filiera Lapidea Italiana: l’export si conferma in crescita anche nel 1° semestre 2026

I dati ufficiali elaborati dal Centro Studi di CONFINDUSTRIA MARMOMACCHINE hanno evidenziato anche per il 1° semestre 2026 una solida crescita delle vendite all’estero della filiera lapidea italiana, mantenutesi sui livelli record degli ultimi anni. L’export aggregato di materiali e tecnologie complementari – che rappresenta oltre il 70% del valore della produzione – ha infatti fatto segnare un aumento del 5,5% rispetto al periodo gennaio-giugno del 2025, raggiungendo i 1.690 mln di US$. Nello stesso arco temporale l’import è calato del 5,1% (per 245 mln US$), con il surplus commerciale del comparto che è salito del 7,6% (+1.445 mln US$). Nel dettaglio, i dati semestrali rilevano un deciso incremento per le vendite all’estero di pietre naturali (+8,2%, per 1.231 mln US$) – che hanno fatto segnare anche il nuovo massimo storico del valore medio per tonnellata -, e una sostanziale tenuta delle esportazioni delle tecnologie d’estrazione e lavorazione (-0,9%, per 459 mln US$).

“La filiera lapidea italiana conta 3.200 Aziende e 34.000 addetti, con un fatturato che nel 2025 ha superato i 5 miliardi di US$, una forte propensione all’export – 3,5 miliardi, pari a circa il 70% della produzione – e un saldo commerciale annuo attivo di oltre 2,9 miliardi. Numeri che testimoniano come il nostro comparto rappresenti uno dei settori più dinamici del manifatturiero Made in Italy, oltre che un leader a livello globale sia nel campo dei materiali che delle relative tecnologie di trasformazione“. A rimarcarlo è Flavio Marabelli, presidente onorario di CONFINDUSTRIA MARMOMACCHINE, chiamato lo scorso 14 settembre a illustrare l’andamento del comparto in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026 di MARMO+MAC, fiera di riferimento a livello internazionale per l’industria lapidea in programma a Veronafiere dal 22 al 25 settembre.

Passando all’analisi della composizione delle nostre esportazioni, nei primi sei mesi dell’anno le nostre vendite all’estero di marmi, travertini, graniti e pietre naturali in genere – comprendendo sia i grezzi che i lavorati – hanno raggiunto il valore di 1.230,9 mln di US$, in aumento dell’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ricordiamo che lo scorso anno l’industria italiana della pietra naturale aveva fatto segnare il suo nuovo record di export, raggiungendo il valore di 2.428 mln di US$ (+3,5% rispetto al 2024).

La crescita in questa prima parte d’anno ha riguardato sia la componente dei prodotti lavorati e semilavorati (+7,5%, per 956,5 mln US$) che quella dei grezzi (+10,6%, per 274,4 mln US$). Va sottolineato inoltre che – in virtù di una flessione del 3,3% dei volumi esportati, scesi a 997 mln di tonn. – nel 1° semestre 2026 il prezzo medio dei materiali italiani venduti all’estero ha toccato il suo nuovo massimo storico, raggiungendo i 1.234,6 US$/tonn, con i lavorati per la prima volta sopra la soglia dei 2.000 US$/tonn.

Relativamente ai mercati di destinazione, la Cina si è conferma al primo posto tra i buyer dei blocchi estratti in Italia con 144,6 mln di US$ di import (+19,5%) e una quota di oltre il 50%, seguita dall’India con 30,1 mln (+17%). Per quanto riguarda invece il prodotto lavorato, la classifica dei Paesi di destinazione è guidata sempre dagli Stati Uniti, verso i quali abbiamo esportato manufatti per un valore di 323,5 mln di US$ (in crescita del 7,5%), seguiti da Germania (stabile a 66,3 mln), Svizzera (con 62,4 mln, +27,7%), Francia (con 58,1 mln, -1,7%) ed Emirati Arabi Uniti (41,2 mln, +24,9%).

Per quanto concerne invece il segmento delle tecnologie per l’estrazione e la lavorazione dei materiali lapidei – di cui l’Italia è leader di mercato a livello mondiale insieme alla Cina, con una quota per entrambe vicina al 30% -, nella prima parte del 2026 il nostro export, che rappresenta oltre il 70% del fatturato totale del comparto, si è confermato sui livelli dell’anno precedente (-0,9%), attestandosi a 459,2 mln di US$. Dopo il sensibile calo registrato nell’ultimo biennio, l’auspicata ripresa delle vendite all’estero di macchine, impianti, attrezzature e utensili per l’industria marmifera è pertanto ancora rinviata, a causa in primo luogo del ristagno del commercio lapideo mondiale – dovuto in buona misura al permanere del clima di instabilità geopolitica – e alla conseguente diminuzione degli investimenti tecnologici in alcuni importanti mercati di riferimento settoriale (Nord America e Medio Oriente in particolare), oltre che della crescente concorrenza internazionale, soprattutto cinese.

A livello di aree di destinazione, nella prima parte dell’anno si sono mantenute stabili le vendite di macchine a attrezzature verso gli Stati Uniti (+0,9%), che rimangono con ampio margine il principale acquirente di tecnologie lapidee Made in Italy con 58,9 mln di US$ di import. Al secondo posto troviamo la Germania con 29,9 mln (-6,6%) e al terzo il Regno Unito con 27,8 mln (+37,1%), seguite da Turchia (-27,5mln, -26,6%) e Francia (26,9 mln, +10%).