EXPORT MACCHINE LAVORAZIONE MARMO ITALIANE: CONTRAZIONE DELLE VENDITE NEI PRIMO SEMESTRE DELL'ANNO (-17,6%) 

 

Come già prospettato dai primi rilievi statistici parziali dell’anno, il dato relativo al primo semestre del 2016 conferma una frenata per l'export italiano di macchine e attrezzature per l'estrazione e la lavorazione dei materiali lapidei.

 

È quanto emerge dalle statistiche ufficiali elaborate dal Centro Studi CONFINDUSTRIA MARMOMACCHINE su base Istat, che evidenziano per il periodo gennaio-giugno una diminuzione del 17,6% delle vendite all'estero di tecnologie lapidee italiane - passate da 615,8 a 507,2 milioni di euro - rispetto allo stesso intervallo temporale dell'anno precedente, dopo che il 2015 si era chiuso con un lusinghiero +19%.

 

 

Come da alcuni anni a questa parte, è il mercato statunitense a capeggiare la classifica delle destinazioni delle nostre esportazioni settoriali, con ordinativi per 76,2 milioni di euro e un incremento del 15,8% rispetto ai primi 6 mesi del 2015. In forte ripresa anche il mercato spagnolo, secondo buyer con 42,9 milioni di import (+124,5%), mentre si conferma al terzo posto la Turchia (33,9 milioni/+1,4%). In crescita l'export verso l'Arabia Saudita, quarta a livello generale con 23,3 milioni di importazioni di tecnologie lapidee "made in Italy"(+3,4%), mentre arretra la Germania (20,9 milioni, -32,6%). Tra i nostri primi 10 mercati di riferimento (vedasi tabella) si segnalano il preventivato crollo del mercato brasiliano - sceso da 50,6 a 17,8 milioni, un pesante -64,8% che da solo vale 4 punti percentuali sul totale delle nostre esportazioni - e il calo delle nostre esportazioni in India (12,7 milioni/-39,2%), mentre arrivano segnali incoraggianti da parte di un importante paese europeo come la Francia (15,9 milioni/+19,3%).

Si preannuncia dunque un 2016 in salita per le aziende italiane del comparto tecno-lapideo. Se l'arretramento delle nostre esportazioni settoriali nel primo semestre dell'anno era già stato preventivato - visto il perdurare delle difficoltà di alcuni importanti mercati storici per il nostro settore, come Brasile e India, oltre che per ragioni "fisiologiche" dopo l'ottimo risultato del 2015 -, le previsioni del Centro Studi Associativo fanno tuttavia sperare in un parziale recupero nella seconda parte del 2016.

 

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